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verso sangue dal caso

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Mar 23

36. el tiovivo

qualche settimana prima ero tornato nella grande città. l’effetto che mi faceva quel posto, con la strada principale larghissima e poi, di colpo, i viottoli stretti e umidi del centro, era sempre lo stesso. ero stupito, cioè, della gran quantità di vite che si potevano vivere in quella città, troppo piccola per avere ambizioni di alcun genere, troppo grande però per non covarne neppure in segreto.

la prima sera che mi fermai nella grande città ebbi gran voglia di incontrare un vecchio amico. una certa curiosità di sapere che genere di vita si fosse costruito o conducesse nello stesso posto che avevo abitato per anni. dopo un giro nel centro, in luoghi simili a quelli che avevo frequentato, fui subito deluso dal constatare che le abitudini della gente non erano cambiate, solo si erano spostate da un locale all’altro.

davanti a una libreria il mio vecchio amico mi presentò un uomo. cercai subito di mostrarmi a mio agio. ma la sensazione che avevo avuto nello stringere i miei occhi nei suoi non andava via. ero certo di averlo già conosciuto. non solo, ma di averlo già odiato, di un odio non proprio esplicito - piuttosto strisciante, forse adesso solo mitigato dalla nuova stretta di mano. eppure non riuscivo a ricordare perché, né quando, avevo odiato quell’uomo.

nel corso della serata lo studiai: forse era per come camminava, o per il modo di gesticolare un po’ artificioso, tipico di certa gente di città; forse in passato quell’uomo aveva insidiato una mia donna, oppure ci avevo litigato per futili questioni di principio; forse era niente di tutto questo, solo un odio per contratto, comunque fondamentale perché quella mia gita andasse in un verso e non in un altro.

la prima notte nella grande città non dormii, passandola in giro per il centro col mio vecchio amico; nel tiovivo magico e decadente in cui mi trovavo, sentivo il tempo sfumare, indefinito, ma non l’odio, segreto e cretino, per quell’uomo e per le mie mille vite; così mi sentivo, vivo: un pennuto costipato.