il malesangue

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verso sangue dal caso

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Apr 16

3. il raccontaballe*

incontrai il vecchio erre a metà del mio cammino. se fu incontro casuale o determinato da qualche latente (in me) desiderio di purezza, non ebbi forza né coraggio di chiederlo al vecchio.

ero nel bosco, un bosco con fattezze di deserto scuro, certo io ero un’ombra, del genere peggiore - di quelle che ambiscono a continuare ad essere ombra; inizialmente, venendo erre al contrario da un cammino di luce, lo scambiai per il corpo cui appartenevo. ma subito lui disse: non sono il salvatore, neppure il santo o il saggio venuto da est, non ho risposte né sono qui per dirti cos’è giusto o sbagliato. posso portarti con me, però, perché sono un raccontaballe e racconto finzioni.

lo seguii senza fiatare. mi portò lungo le rive del fiume, camminammo per giorni fino a risalire la montagna. da lì saltammo sfidando il vuoto e gli occhi degli innamorati, fino a giungere nell’abisso dei loro sogni - che sono i segreti degli innamorati, spiegò erre quando toccammo terra.

la terra era fatta di roccia e una luce giallastra inquadrava il nostro percorso. chiesi al vecchio chi fosse - chi fosse davvero.

sono un raccontaballe e racconto storielle.

ma allora perché io credo a ciò che dici? più che alla mia stessa vita?

il vecchio erre non rispose e mi portò per la città dove era appena stato crocifisso un uomo, mi raccontò come quest’uomo aveva vissuto e per cosa era morto; mi disse che con me avrebbe potuto cantare la potenza di quest’uomo, di questo grande re, e che lo avrebbe fatto con le storie che raccontava.

anche erre era figlio di una balla, ma io non potevo crederci; per ogni vecchio erre c’è un vecchio erre più grande e potente che racconta la storia di un altro erre; è la sola catena che trascina gli uomini fuori dall’ombra.

e così, mi spiegò erre prima di lasciarmi, quando incontrerò il mio creatore e lui chiederà cos’ho combinato, io non chinerò il capo, terrò la schiena dritta, e forte e orgoglioso dirò: ero un raccontaballe, signore, io ero un raccontaballe e raccontavo storielle.

* ispirato - molto liberamente - dal brano “a singer of songs” di johnny cash.