19. il tuo amore è una repubblica
fermò la macchina nel mezzo del viale alberato che portava alla stazione. fuori polline e foglie arancioni galleggiavano nell’aria soporifera di marzo. tu mi ami come si ama un addetto stampa, disse lui, guardando avanti. pretendi che stia lì a pontificare sulla tua grandezza a ogni ora del giorno, con chiunque. ma in fondo io non ti conosco neppure.
lei finì di fumare in silenzio, gettò la sigaretta fuori dal finestrino e portò le mani sul volante. che fai, metti in moto?, disse lui, guardandola per un attimo. io… io ti sto parlando, aggiunse mettendo una mano sulle marce, ti sto ancora parlando e vorrei delle risposte.
la donna poggiò il gomito sull’apertura del finestrino e portò la mano sulle tempie. tirò su col naso. cos’è, sei stanca?, chiese lui, senza attendere risposta, perché se tu sei stanca io cosa dovrei dire? io mi sento nel mezzo di una strada che non finirò mai di percorrere. e guardò fuori, verso i tigli.
lo so, ho detto delle cose, ma non so cosa volevo dire, forse le ho dette male. le ho dette male? lei non rispose, prese la borsa dal portaoggetti allungando una mano nello spazio vitale di lui. a lui prese un colpo. poi lei si mise a cercare qualcosa nella borsa. fumi ancora? ne hai appena fumata un’altra. lei tirò fuori un fazzoletto e soffiò il naso guardando avanti, verso la stazione. per un attimo lui pensò che stesse piangendo.
partì piano e arrivò sul piazzale della stazione senza cambiare marcia. salutò l’uomo baciandolo sul naso e scese dall’auto per prendere il treno. lui seguì la sagoma alta ed elegante di lei fino alla porta della stazione e pensò: allora ti aspetterò qui. non mi muovo mica.
tre notti dopo lui si svegliò di soprassalto per il fischio di un treno. per un attimo non riuscì a realizzare dove si trovasse. fissò gli occhi sul lampione fuori dall’auto. poi la vide uscire dalla stazione.
la donna si infilò in auto, disse ciao e rimase in silenzio con le mani sullo sterzo. aveva un’aria stanca ma fiera. com’è andata, lui chiese, senza alcun tono. lei non rispose. tutto bene?, chiese ancora, più morbido.
andiamo, disse lei. ma guida tu.
guido io. andiamo.