20. in riunione
ron kerouac andò alla riunione con lo stato d’animo di chi sta per affrontare il vento. nella stanza c’erano una ventina di persone e qualche manifesto rosso sbiadito sul muro. ron notò subito una ragazza grassa coi capelli lunghi e neri in un angolo nella stanza. stava in piedi e non sembrava essere molto a suo agio, gli occhioni spalancati come una civetta.
il primo a parlare fu un signore sulla cinquantina tutto rosso in viso con un comico doppio mento. disse solo due o tre parole intervallate da lunghi minuti di silenzio in cui emetteva strani versi, come se qualcosa gli stesse bollendo dritta nella gola.
seguì qualche attimo di panico nella stanza: l’intervento del signore era stato giudicato di tipo moralizzatore. fu un giovanotto con le basette lunghe a prendere la parola. raccontò di un cadavere a galla nella piscina di un motel di provincia, e disse che il senso della sua presenza in quella riunione era tutto racchiuso nell’episodio del cadavere a mollo nella piscina. qualcuno rise, poi si alzò un signore smilzo, dall’aria malandata, con delle sopracciglia come zucchero filato: non sono d’accordo, disse, poi tacque.
venne il turno di una donna sulla cinquantina, coi capelli ricci e grassi, che parlò per una mezzoretta col piglio di chi usa l’intelligenza per contratto. l’aria stanca di chi si è preso una pausa dallo sbadigliare. due o tre persone uscirono dalla sala per un caffè. poi parlò un uomo in giacca e cravatta e si sollevò un brusio, e più il brusio aumentava di volume più il signore abbassava il tono della sua voce.
quando la riunione fu terminata, ron kerouac guardò nell’angolo. la ragazza piccola e grassa era ancora lì, in piedi, con gli occhi spalancati e la sua aria vigile. ron la riconobbe, apparteneva a una setta fondamentalista. si sorprese a pensare che, nonostante quella ragazza fosse contraria allo spreco di sperma, doveva berne a sufficienza, abbastanza da non sprecarne neppure una goccia. poi pensò che lui stesso apparteneva a una setta, dunque non c’era motivo di pensar male di quella ragazza; era credente, ma credeva anche a ciò che pensava, dunque quella ragazza andava rispettata ma era pur vero che aveva bevuto litri di sperma; in questa lacerazione di pensiero e spirito ron kerouac si rese conto di non aver detto una sola parola durante la riunione, e andò via.