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verso sangue dal caso

Mar 25

30. oppure sarò morto

- be’, ci sarà pure un motivo razionale, se ho deciso di rimanere qui. non sono mica pazzo.

- oh, io credo che tu sia solo un provinciale che cerca di giustificarsi con se stesso.

- vacci piano, ragazzo. io ho fatto una scelta. ho deciso di non confondermi col mondo. il mondo va vissuto, anche un singolo pezzo di mondo va solo vissuto. non puoi giocare a nascondino tutta la vita.

- cosa stai dicendo?

- avanti, da quanto tempo non ascolti un disco? viviamo nell’abbondanza, ma abbiamo confuso il senso di questo termine. c’è troppa roba in giro e non ci si affeziona a niente. si confonde l’abbondanza con la diversificazione, con la possibilità di scegliere. l’abbondanza è diventata un mischiare tante cose senza senso, cose che finiscono con l’assomigliarsi l’un con l’altra.

- sembri solo spaventato. eppure hai vissuto, sei cresciuto nel mito dell’abbondanza.

- …e del progresso, mettici pure il progresso. ma mi sembra che adesso i due termini siano in forte contraddizione.

- non si può vivere pensando di dover sempre resistere contro un buco nero pronto a risucchiarti. è resistere, appunto, non vivere. ci dev’essere, ecco, ci dev’essere un modo più… dolce, di stare al mondo.

- sei ingenuo, ragazzo. lo accetto, è giusto così. ma non pensare di schiodarmi da questa roccia. non pensarci neppure.

- ascoltami: ritornerò. e quando sarò tornato, tu sarai cambiato.

- quando tornerai, io sarò cambiato.

- esatto.

- oppure sarò morto.

- oppure sarai morto. sì.

ridono.


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