41. il paradiso
siamo morti tutti, almeno una volta nella vita: questo era il nocciolo della teoria del dottor nylon sugli universi parallei. ogni volta che qualcuno muore, in sostanza, la sua morte genera un’universo parallelo in cui quel qualcuno è - per l’appunto - morto. nell’universo del morto, invece, il morto non è mai morto, e la vita scorre eterna e serena; c’è un universo, che è solo virtuale, in cui tutti vivono in eterno, probabilmente, e che con tutta probabilità è ciò che in genere si chiama paradiso.
ora, disse un giorno il dottor nylon parlando con lo sconosciuto, si potrebbe calcolare, in via del tutto teorica, il numero minimo di universi paralleli esistenti, semplicemente calcolando il numero di esseri umani che hanno abitato il pianeta dal giorno della comparsa dell’uomo e che, si suppone, saranno tutti morti almeno una volta nella vita.
perché, va da sé, continuò l’altro uomo nascosto dietro la sua maschera da pulcinella, va da sé che il numero che andremo a trovare sarà solo un numero potenziale: difatti nell’universo parallelo che viene generato dalla morte di un uomo, quell’uomo può morire ancora.
è quel che ho detto: ho parlato di un numero minimo di universi paralleli. ora, signore, potrebbe cortesemente…?, e così dicendo, il dottor nylon fece per togliere la maschera allo sconosciuto, il quale fu più lesto e si scansò.
con calma, disse lo sconosciuto, sfilando lentamente la maschera da pulcinella. e continuando: perché, caro dottore, qui c’è un problema.
il dottor nylon spalancò occhi e bocca.
mi sa proprio che siamo in paradiso.